Enzo Casati, classe 1942 e residente a Peschiera Borromeo, ha dedicato la sua vita agli altri con dedizione e immutato entusiasmo, dividendosi con gli impegni famigliari. La sua presenza è stata assidua anche durante la pandemia da Covid 19.
Recentemente è stato insignito del Basilisco d’Oro per il suo operato alla Caritas.
«Caritas è una realtà pastorale – dichiara Casati -. È nata formalmente nel lontano 1971 con Papa Paolo VI. Sono cresciuto in oratorio nella zona di San Siro, dove abitavo da piccolo. Ho imparato dai sacerdoti a impegnarmi, con i tanti amici, nel servizio-aiuto agli altri e, sul lavoro, anche sindacalmente. Impegno continuato, compatibilmente con lo studio, anche da seminarista e nei trent’anni di lavoro al Corriere della Sera. Mi sono trasferito a Peschiera Borromeo nel 1981 ed è stato naturale per me inserirmi nella parrocchia, partecipando attivamente alle varie iniziative. La mia preparazione – chiamiamola così – e la disponibilità dei sacerdoti di quegli anni (don Giuseppe Reduzzi, i parroci come don Nello di Zeloforamagno e don Giovanni di San Bovio) permisero l’avvio ad attività come il “Dopo-scuola” e la cooperativa “La Rete” (dal motto sacerdotale di don Giuseppe). Ma è stato con il Sindaco Malinverno che è nata formalmente la Caritas, quando chiese alle parrocchie di partecipare alle Consulte delle associazioni. La sua richiesta, coinvolgendo tutte le parrocchie, dava vita alla Caritas cittadina, il cui logo è stato realizzato dal vignettista Casertano. Man mano che la città cresceva in abitazioni e abitanti, nascevano e si coglievano i bisogni. Così, negli anni, seguirono il “Guardaroba”, ovvero la raccolta e la distribuzione di abiti e altro; il “Banco alimentare” (ora Emporio); il “Centro di ascolto”. La forte presenza sul territorio di immigrati extra-europei suggeriva l’iniziativa “Festa delle genti”. Confesso che la risposta della città è sempre stata molto forte».
Tra le iniziative seguite da Casati spicca “Dona la spesa”, che vede una nutrita partecipazione di persone e di associazioni. Il progetto consiste nella raccolta presso i negozi Coop di prodotti alimentari da donare a famiglie in situazione di bisogno. Un altro progetto è “Buon fine”, che consiste nella conservazione e la donazione dei prodotti non più commerciabili perché danneggiati nella confezione o prossimi alla scadenza ma ancora pienamente commestibili, ad associazioni e onlus di Caritas e ad essa collegati, come “La Grangia” di Monluè, le due associazioni di don Massimo Mapelli, la cooperativa “Risorsa Più” di San Donato Milanese.
«Otto anni fa – prosegue Casati – prendendo spunto da un’iniziativa di don Colmegna (allora responsabile di Caritas Ambrosiana), in collaborazione con Ambrosetti, presidente di Coop Lombardia – nasceva anche a Peschiera il progetto “Due mani in più” – insignito dal riconoscimento dell’Ambrogino d’oro dal Sindaco Sala, nel 2016. In pratica consegniamo la spesa a domicilio agli anziani fragili. Il momento della consegna è – volutamente – l’occasione per scambiare due chiacchiere, ascoltare, informarsi, cogliere nuove esigenze. Il progetto si colloca all’interno di un intervento più ampio. L’obiettivo finale è la costruzione di un sistema di sostegno alla vecchiaia, fondato sul rafforzamento delle reti naturali di comunità, sulla qualificazione degli interventi di volontariato e sulla migliore integrazione coi servizi territoriali istituzionali e no profit. Tutto questo è reso possibile grazie a una ricchezza che la nostra comunità deve preservare: il volontariato. Decine e decine di persone che, motivate religiosamente o socialmente o anche solo per sensibilità umana impegnano, con costanza e fedeltà, parte anche notevole del proprio tempo a favore delle persone più fragili, rendendo più fraterna e vivibile la nostra città».

Lascia un commento su questo articolo