Maurizio Colombi è una delle menti più vulcaniche del teatro italiano: commediografo, regista, attore, musicista e produttore. Un artista completo, che ha firmato musical di enorme successo come Peter Pan con le musiche di Edoardo Bennato, Rapunzel the Musical e una lunga serie di Family Show. Ma tra tutti i suoi progetti, uno è diventato un vero fenomeno culturale: Caveman, il monologo che interpreta da 14 anni e che, in Italia, continua a registrare sold out ovunque.
Ed è proprio da qui che parte la nostra chiacchierata.
Maurizio, «Caveman» è ormai un cult del teatro italiano. Qual è la chiave di un successo così longevo?
«Lo faccio da tanti anni e ti dico la verità: non me lo spiego nemmeno io. Nel mondo è andato scemando, mentre in Italia continua a crescere. Forse perché la versione italiana ha preso una sua strada, più legata all’evoluzione del rapporto di coppia. Oggi l’uomo non si riconosce più nella società, e il rapporto ne risente. Caveman parla di tutto questo: delle coppie, dei cambiamenti, del fallimento della famiglia classica… ma lo fa in modo delicato, scientifico e comico, mai politico. E credo che questa sia la sua forza.»
Sei autore, regista, attore, musicista. Come convivono queste tue anime artistiche?
«Il mio lavoro principale è quello dell’autore. Però sentivo la mancanza del palco. Così nel 2012 ho deciso di scrivere qualcosa che mi permettesse di essere attore. Nasce coì la mia rivisitazione di Caveman. Ho inserito anche una band sul palco e mi diverto tantissimo. Recitazione e musica sono il mio divertimento, mentre l’autorato è la mia parte più seria.»
Quanto di Maurizio uomo c’è nel Maurizio artista? E quanto di “Caveman” ritrovi in te stesso?
«Io sono diventato Caveman. Per anni mi conoscevano solo come regista, così da un anno ho deciso di mettere nome e faccia sui manifesti, perché alla fine sul palco ci sono io, e sono io che do vita al personaggio. Ho trasformato così tanto lo spettacolo che del testo originale è rimasto pochissimo. Inserisco anche contenuti scientifici dell’antropologo Telmo Pierani, sempre con ironia. La verità è che la gente viene a vedere Caveman, ma anche Maurizio Colombi. E pensa che ogni volta, dopo lo spettacolo, ricevo tantissime mail in cui mi chiedono consigli di ogni tipo, persino di tipo personale, come fossi uno psicologo.»
Progetti futuri: cosa bolle in pentola?
«Sto lavorando a una scommessa enorme: Topo Gigio. Ho romanzato il personaggio storico degli anni ’70 partendo dalla vita della sua creatrice, Maria Perego. È un progetto complesso, che mi sta impegnando moltissimo. L’anteprima sarà a marzo al Teatro Lirico di Milano e poi al Brancaccio di Roma.»
Cosa ti spinge ancora a salire sul palco con la stessa passione di sempre?
« È il mio sfogo, la mia passione. Per me non è un lavoro. È casa.»
Per chi vuole vederlo dal vivo, Caveman prosegue con un nuovo tour ricco di date in tutta Italia. Dopo Milano, Brescia, Torino, Roma e molte altre città italiane.
