Il Teatro Carlo Felice di Genova compie un passo concreto verso un’idea di cultura davvero aperta a tutti. Sabato 18 aprile, in occasione della “Tosca” di Puccini in scena alle 17.00, debutta ufficialmente il servizio di audiodescrizione inclusiva “Connect Me Too” dedicato al pubblico cieco e ipovedente.
Non si tratta di un semplice sottofondo parlato. L’audiodescrittore segue lo spettacolo in tempo reale e racconta tutto ciò che l’orecchio non può cogliere: i movimenti dei cantanti, le espressioni, i dettagli dei costumi, i colori, l’atmosfera in sala, le reazioni del pubblico. Il flusso audio arriva direttamente sullo smartphone dell’utente, in diretta e senza ritardi, grazie alla rete 5G e 4G del teatro. Basta scaricare l’app “Connect Me Too”, collegarsi all’evento scelto e indossare le cuffie.
Il servizio era già stato testato a gennaio con “Il Trovatore”, raccogliendo ottimi riscontri qualitativi certificati dal partner tecnologico CMT Translations. Quella sperimentazione è diventata oggi un impegno strutturale. «Con il progetto “Navigare insieme” il Teatro Carlo Felice compie un importante passo avanti per rendere l’opera sempre più fruibile», spiega il sovrintendente Michele Galli, che sottolinea come si tratti di «un impegno parte integrante della nostra missione pubblica: un teatro aperto, responsabile e realmente accessibile». Un percorso costruito anche grazie alla collaborazione con Noemi Zerbone dell’UICI Liguria, punto di riferimento per le persone con disabilità visive.
L’audiodescrizione si inserisce nel progetto “Navigare insieme”, promosso con il contributo della Fondazione Carige, che comprende mappe tattili, percorsi multisensoriali, traduzione in LIS, sottotitoli e materiali in linguaggio Easy to Read. Un sistema pensato non come adattamento dell’esistente, ma come riprogettazione dell’esperienza teatrale fin dalle fondamenta, costruito in co-progettazione con le associazioni del territorio.
«Portare le nostre soluzioni di audiodescrizione al Carlo Felice significa applicare l’innovazione tecnologica a uno dei luoghi simbolo della cultura, rendendolo ancora più aperto», aggiunge Tony D’Angelo di CMT Translations, ricordando che l’app è già attiva in numerosi eventi sportivi, dalla Serie A al rugby, dallo sci all’hockey. «L’arte non appartiene a chi può vederla meglio, ma a chi desidera viverla».

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