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Il diritto d’autore ai tempi dell’IA

L’intelligenza artificiale si è ormai fatta strada nella vita di tutti i giorni e nel farlo ha creato problemi in tanti ambiti. Tra questi, un settore molto colpito è quello dei diritti d’autore.

Il problema nasce nel modo in cui le IA si procurano le informazioni e le elaborano. Basandosi su un prompt (quesito) fornito dall’utente, le IA sondano la rete per trovare delle fonti, usandole per restituire una risposta alla domanda ricevuta.

Le IA però sfruttano spesso anche dei contenuti soggetti a diritto d’autore come libri, riviste scientifiche, giornali e molto altro ancora. Diversi autori si sono già lamentati dell’uso improprio delle loro opere in quanto l’intelligenza artificiale quando le rielabora, oltre a mischiarle con altre fonti, le priva della loro identità rendendo difficile risalire agli autori originali.

Finora le proteste non hanno portato a delle soluzioni concrete ma il dibattito pubblico è piuttosto acceso e vi sono diverse richieste di interventi governativi a livello mondiale.

Un altro problema inerente all’IA e ai diritti d’autore riguarda l’applicazione del copyright sui prodotti dell’intelligenza artificiale e sui prompt che li generano. Alcuni soggetti hanno, infatti, richiesto che fosse riconosciuto loro il diritto d’autore sui testi prodotti da un prompt di loro invenzione.

Diversi enti come il Copyright Office statunitense reputano, infatti, che il prompt non sia altro che una semplice idea paragonabile alla sola intenzione di fare qualcosa, non al realizzarla e che non basti per attribuire la paternità dell’opera.

Sorge quindi un dubbio sull’attualità del diritto d’autore: nel mondo di oggi ha ancora senso provare a dare una proprietà ai lavori intellettuali presenti in rete?

Marco Caragliano 2A e Matteo Longo 3D (IIS N. Machiavelli)

 

Intelligenza artificiale

 

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