Dipendenza da acquisti online. I siti per sfogarla

Il sito si presenta come un qualsiasi portale in cui fare acquisti, forse solo un poco caramelloso. A disposizione ci sono migliaia di prodotti che spaziano dall’elettronica alla cura personale. La maggior parte degli articoli verrebbe spedita dalla Cina benché non si tratti di prodotti sotto costo, anzi, l’elettronica sfoggia un campionario da far sbavare molti nerd o gamers. Con pochi click, è facile comporre un carrello da diverse decine di migliaia di dollari, ma non è un problema purché non si dovrà pagare.
Dopamineshopping.com è un sito per fare shopping compulsivo senza che niente venga pagato e niente venga spedito. L’esperienza è completa e l’acquisto compulsivo può essere liberamente sfogato. C’è anche il tracking che vi aggiornerà del viaggio di un ordine che non arriverà mai e che verrà ingoiato da una balena o rubato da un alieno.
L’e-commerce ha talmente preso posto nelle nostre abitudini quotidiane che prima o poi doveva succedere che la nostra dipendenza diventasse un gioco. La mente corre al Marcovaldo di Italo Calvino che, con famiglia al seguito, frequentava un supermercato per riempire il carrello per poi abbandonarlo prima di andare alle casse. Poter fare quella spesa da sogno era una fuga dalla realtà, dalla povertà del modello consumista che il protagonista assorbiva dalla televisione e i giornali. Oggi Marcovaldo acquisterebbe su Internet, seguendo vari influencer. Si potrebbe dire che questo libro pubblicato, nel 1963, formulò una drammatica previsione.
La dipendenza da shopping è una patologia riconosciuta anche dall’Istituto Superiore di Sanità. L’Università di Padova rileva che già nel 2013 degli studi alzavano l’allarme su questa nuova minaccia battezzata “oniomania”. Dai dati, molto precedenti della pandemia Covid e all’esplosione dell’acquisto online, in Italia tra il 2011 e il 2012 gli acquisti sono aumentati del 12%. Le donne sono colpite da questo fenomeno con una frequenza tre volte superiore agli uomini: probabilmente i dati recenti presenterebbero numeri differenti.
Il sito Dopamine è stato creato per gioco da due ragazzi che non chiedono soldi, semmai un sostegno volontario. Il numero di questi siti sta crescendo molto e in fretta al punto di aver preso il nome collettivo di “dopamine shops”. Creati a volte come gioco, a volte come possibili canali di marketing, a volte collegati ad altri servizi di supporto alle dipendenze. Come Rewireheaven.com, nato per rendere pubblica una propria intenzione e quindi essere supportati nel realizzarla.
Il sud est asiatico sembra ormai il paradiso dello shopping online e forse l’inferno delle dipendenze, però è da queste latitudini che stanno nascendo nuove iniziative che vogliono affrontare queste problematiche non direttamente dal punto di vista medico, ma in modo “laterale”. Difficile dire quanto sia efficace, sicuramente potrebbe essere un buon punto di partenza. Da un gioco di simulazione potrebbero emergere, in modo inconfutabile, i dedali del compulsivo atto d’acquisto, spesso lasciati ai margini delle riflessioni urgenti.

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