Un fenomeno che non è passato inosservato a chi bazzica il mondo dell’arte è che molte gallerie private stanno chiudendo. Non essendo un tema popolare non diverrà un dibattito da social in cui si abbandona l’esperienza da allenatori di calcio o di geopolitica per parlare di questo, però potrebbe essere un’occasione per i più curiosi.
È chiaro che la crisi delle gallerie, prima di tutto, è una crisi economica, forse per una riduzione del numero di collezionisti e di fondi a disposizione da investire in arte. Però c’è una diffidenza generalizzata del pubblico delle mostre ad entrare nelle gallerie private. Che luglio sia un’occasione per superarla?
Partiamo dalla celebre Giò Marconi Gallery di via Tadino a Milano che espone la prima personale in Italia dedicata a Ron Nagle. L’artista è celebre per le sue piccole ceramiche astratte, dai colori e dai pattern particolari, che attirano lo sguardo e invitano a esplorare le proprie emozioni di fronte all’oggetto. Nella stessa sede continua la mostra “M for Dictionary” dedicata a Man Ray, il celebre artista che ha contribuito ad elevare la fotografia ad arte, solo questa esibizione potrebbe valere la visita.
In via Mecenate, M77 Gallery, espone Marco Petrus con IN-MOTION: una ricerca pittorica sul modo in cui guardiamo le immagini, anche elaborando l’esperienza delle opere del passato, fino alle suggestioni architettoniche del presente. Mentre presso Consonni Radziszewski, troviamo in dialogo Enzo Cucchi, figura storia del movimento chiamato “transavanguardia”, con la polacca Aleksandra Waliszewska i cui lavori partono dal paesaggio industriale, il mito e la foresta per indagare le emozioni più intime.
L’offerta è molto ampia e spesso le piccole gallerie offrono scoperte sorprendenti. Ricordiamoci di controllare gli orari e giorni d’accesso, per poterci perdere in un’estate di arte e sorprese.

foto: filippofaccendini / pexels.com

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