Sabato 4 luglio, le Mura Storiche di Lucca si sono perfettamente combinate con una delle personalità più travolgenti e attese del calendario del Summer Festival 2026. La possente cinta muraria ha disegnato uno sfondo etereo sulla via Carducci, incoronando colui che è stato – e resterà sempre – un re indiscusso della musica acid jazz.
Il protagonista della calda serata toscana? Il ciclone britannico Jay Kay, leader e fondatore di una band internazionale che non ha mai preso pause dal 1989, anno in cui ha tracciato una nuova dimensione sopra quella tradizionale della storia della musica funky.
Dopo dieci anni di assenza, i Jamiroquai hanno finalmente ricalcato il palco di Lucca pompando le casse con il proprio straordinario sound “future funk”, genere unico e innovatore che continua a sposare con naturalezza le corde del carismatico frontman. Cinquantasei anni all’anagrafe, ma sul volto di Jay Kay brillano ancora la medesima audacia e spontaneità giovanili, quel groove irrefrenabile che, senza sforzi, riesce a veicolare dal cuore fino alle gambe.
Jay Kay si fa riconoscere. È lui, sempre lo stesso, con i suoi passi di danza, i suoi cappelli e la sua energia inesauribile che ha caricato una platea di ben ventimila persone. Si è trovato di fronte un pubblico scatenato e innamorato come non mai, caldo e affettuoso, pronto a perdonare anche l’incaglio verificatosi all’apertura del live. Al sistema audio era probabilmente mancato il sound check, e la prima canzone ha purtroppo riportato all’ascolto il grosso problema tecnico. Nessun impasse, perché i Jamiroquai hanno ridonato all’istante la perfezione auspicata dai fan, quella che garantisce il loro nome.
Don’t give hate è stata così ripetuta con vibes ancor più potenti. Da qui, un’escalation vertiginosa: per due ore intere è esploso un coro che cantava all’unisono i più celebri pezzi. Dall’iconica minimalista Virtual Insanity alla spaziale Cosmic Girl, fino alle estratte dal nuovo album, come Disco stays the same in prossima uscita.
La scaletta ha sapientemente mescolato il loro mondo musicale: un passato e un presente che riescono a convivere attraverso un continuum creativo, sempre fedele all’inimitabile stampo originario.


Lascia un commento su questo articolo