Al Meet di Milano opere digitali per salvare la cultura tradizionale

Taiwan è il paese al vertice mondiale per la produzione di microchip e quindi al centro della vertigine di cambiamento portata dall’intelligenza artificiale. Meet di Milano ha invitato l’artista digitale Hsin-Chien Huang a curare una mostra sulle nuove forme artistiche di quest’isola. Il tema scelto è “2030: Collective Resonance” poiché il 2030 è l’anno fissato dall’O.N.U. per il raggiungimento di vari obiettivi tra cui la tutela del patrimonio culturale.
Gli artisti taiwanesi, lavorando con l’intelligenza artificiale, hanno visto come la cultura di un paese sia trasformabile in dati e come la dimensione di un paese influisca nella quantità di dati prodotti. Così un paese come la vicina Cina produrrà una mole gigantesca rispetto alla piccola isola di Taiwan. Col tempo ci sarà una probabile omogeneizzazione dei prodotti dell’intelligenza artificiale condizionata dalla quantità dei dati dei grandi paesi, annullando l’apporto delle comunità più piccole. Huang l’ha chiamata “un’entropia culturale”. Nello spazio di Meet sono presenti 13 opere, tra cui una stanza immersiva e installazioni in realtà virtuale, che iniettano elementi della cultura tradizionale in contesti puramente digitali, onirici e creativi.
Maria Grazia Mattei, fondatrice e presidentessa del Meet, ha confermato come sia necessaria un’osservazione attenta dell’oriente per intercettare le nuove direzioni dello sviluppo tecnologico e, di conseguenza, culturale. A coronare la presentazione della mostra, il ballerino Billy Yi-Chung Chang che ha danzato sulle immagini e le musiche di un video in mostra rendendo evidente il legame culturale tra le forme d’arti tradizionali e quelle più innovative.
Al Meet di Milano non si presenta solo l’entusiasmo per questa nuova tecnologia, si richiama l’attenzione su un rischio subdolo: l’omologazione culturale e l’annullamento delle diversità. Si salverà la cultura del paese più forte, del più grande, ma forse anche quella più creativa.
La mostra è visitabile fino al 25 ottobre e tutte le informazioni sono reperibili su meetcenter.it

Foto: S. Ghilardi: Huang e Mattei, scorcio della sala immersiva, M. G. Mattei, l’avatar virtuale di Hsin-Chien Huang








