09/12/2025
Peschiera Borromeo

Vivere di musica. Intervista al musicista Pino Di Pietro

Una vita vissuta a suon di musica quella di Pino Di Pietro, classe 1969, cresciuto a San Giuliano Milanese. Musicista e compositore italiano, ha collaborato con importanti figure della musica autoriale italiana. È co-arrangiatore di alcuni album di Ron, di Enrico Ruggeri, di Andrea Mirò.
La passione per la musica traspira dalle sue parole.

La musica ti scorre nel sangue da sempre, come hai capito che vivevi di musica, che era parte di te?

«Ho sempre amato la musica sin da piccolo. Ho un ricordo vivido di quando usavo il battipanni della mamma e fingevo di esibirmi su un palco, come se suonassi la chitarra. Era talmente forte l’attrazione verso la musica che, dapprima mi sono fatto comprare la chitarra classica, e poi ho preso delle lezioni di pianoforte. Ho incominciato a suonarlo, componendo delle melodie. Mio padre amava dare dei titoli alle mie creazioni musicali. Da allora è stato un crescendo fino a capire che quello che volevo fare nella vita era suonare. La musica era il mio pensiero fisso. Anche se la musica è un percorso difficile e in continuo divenire, è proprio quello di cui vivo».

Hai seguito un percorso artistico in continuo crescendo, collaborando a stretto contatto con grandi artisti del panorama musicale contemporaneo. Quanto hanno influito sul tuo estro creativo queste collaborazioni?

«Collaborare con grandi artisti ha avuto un grande peso sul mio percorso professionale. Non è stato semplice perché mi sono scontrato con una nuova realtà. Ho viaggiato molto, in tutto il mondo: in Italia, a Mosca, in Canada, a New York. Ricordo ancora il concerto solidale realizzato un mese dopo l’11 settembre 2001, con il fumo ancora presente a Ground Zero. Attualmente sono il direttore musicale della band di Ronn Moss, da tutti noto come “Ridge” di Beautiful. Non molti sanno che è un grande musicista. Ha suonato con la band “Player”, riscuotendo uno strepitoso successo in Canada e in America».

Recentemente è scomparso Peppe Vessicchio, un’artista che è nel cuore delle persone e con cui hai collaborato in passato. Cosa ricordi di lui?

«Ho un ricordo bello di Vessicchio. Era una persona molto preparata, gentile e paziente. Aveva un modo elegante di porsi agli artisti. Ho avuto modo di conoscerlo in occasione della trasmissione Rai “Una città per cantare”, per festeggiare trent’anni di carriera di Ron».

Come si vive di musica oggi nell’era del digitale? Come si vive di musica in generale?

«Credo che la musica stia perdendo valore, soprattutto in Italia. L’avvento dell’intelligenza artificiale sta creando dei problemi in generale. Tutto deve essere veloce e subito. Non c’è tempo per la ricerca, per la sperimentazione. L’arte passa dal provare, riprovare, interiorizzare un linguaggio. E tutto questo l’intelligenza artificiale lo sta abolendo. La mia speranza è che la musica, che io considero arte, abbia sempre bisogno di professionisti umani, di studi di registrazione, di microfoni. Sui social girano moltissimi video realizzati con immagini finte, create dall’IA. Mi sto stancando di tutto ciò. Voglio qualcosa di autentico».

Quando nasce in te l’ispirazione creativa nella vita di tutti i giorni?

«Non ho un momento particolare in cui ho l’ispirazione. Sono molto metodico. Mi dedico con cura e attenzione alla tecnica e solo dopo passo alla parte ludica. Spesso metto da parte la mia vena artistica per esigenze di lavoro perché seguo i dischi e le tournée di altri artisti. Mi piace arrangiare e scrivere melodie. Quando compongo la musica vivo grandi emozioni in un fluire dell’anima. Il mio sogno più grande è proprio di far provare le stesse emozioni alle persone che mi ascoltano».

Cos’è per te la musica?

«Per me è un linguaggio universale che arriva direttamente al cuore. La musica è compresa in tutto il mondo, indipendentemente dalla lingua. Veicola le emozioni ed è davvero potente».

A quali progetti stai lavorando?

«Sto lavorando diversi progetti e arrangiamenti. Sto collaborando, a distanza, con un amico che vive a Dubai. E poi ho il desiderio di tirare fuori i miei brani nel cassetto per realizzare un disco per musica pianoforte ed esprimere così nuove emozioni, quelle che danno un senso alla vita».

Foto concesse da Pino Di Pietro – immagine principale a partire da sx Pino Di Pietro, Ronn Moss e Lele Boria

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