16/09/2026
Peschiera Borromeo

Giovanni D’Angella, da Pantigliate ai grandi palchi della comicità

Giovanni D'angella

Da Pantigliate ai palchi più prestigiosi della comicità. Giovanni D’Angella, comico, attore e autore italiano, ha costruito il suo percorso partendo da una piccola realtà alle porte di Milano fino ad arrivare a Zelig, Colorado, Sky e ai grandi teatri. Sul web è conosciuto anche come “Il Papocchio”, personaggio attraverso cui racconta con ironia la quotidianità di un padre alle prese con quattro figli.
Lo incontriamo a Riccione, dove ha organizzato “Onde Comiche”, rassegna di cabaret promossa dall’Associazione Abissinia con il patrocinio del Comune. Martedì 25 agosto, per la serata conclusiva, è salito sul palco portando il suo spettacolo.

Quando hai capito che da grande avresti voluto fare il comico?
«Praticamente da sempre. Crescere in una piccola realtà alle porte di Milano mi ha fornito molti spunti legati alla vita quotidiana. Penso soprattutto alle esperienze vissute nell’oratorio del mio paese durante i Grest: situazioni, personaggi e aneddoti che nel tempo sono diventati materiale da cui attingere».

Poi è arrivata la formazione.
«Sì, ho fatto un percorso preciso. Mi sono formato a Milano con l’Accademia del Comico, poi all’Arsenale, dove ho studiato anche mimo, e successivamente ho frequentato i laboratori di Zelig. È stato un periodo importante per imparare il mestiere e confrontarmi con altri artisti».

Un percorso che ti ha portato su palchi importanti.
«Ho avuto la possibilità di esibirmi in contesti che per un comico rappresentano tappe decisive: da Zelig Off, con Mago Forest e Teresa Mannino, al Teatro degli Arcimboldi con Claudio Bisio e Vanessa Incontrada. Poi Colorado e diverse esperienze televisive, anche su Sky. Sono state tutte occasioni che mi hanno permesso di crescere professionalmente».

Tra teatro, televisione e web, dove ti senti più a tuo agio?
«Amo il palco e soprattutto il live. Il contatto diretto con il pubblico mi carica. Da diversi anni lavoro anche sul web, dove ho trovato un altro modo per raccontare la comicità».

Ed è nato Il Papocchio.
«Il Papocchio prende spunto dalla mia cronaca familiare. È un personaggio che racconta in chiave ironica la vita caotica di un padre alle prese con la spesa, la gestione dei quattro figli, le chat di classe su WhatsApp e la routine quotidiana. Le mie vicissitudini familiari diventano gag e, in un certo senso, hanno anche un effetto catartico: le arrabbiature passano e diventano materiale comico».

Il pubblico si è affezionato al personaggio.
«Sì, sono nate storie e tormentoni ai quali la community si è affezionata. Oggi sui miei canali social viaggio intorno ai 20 milioni di visualizzazioni. È un dato che fa capire quanto il pubblico riconosca nelle situazioni raccontate qualcosa della propria quotidianità».

Da artista sei diventato anche organizzatore di eventi.
«Con mia moglie Penelope Landini abbiamo fondato Landella Eventi, oggi Landhub. Organizziamo feste aziendali, spettacoli ed eventi di vario genere. Collaboriamo con comici come Andrea Di Marco, Alessandro Bianchi, Omar Pirovano e Le Scemette, tutti artisti provenienti dal mondo di Zelig».

E dopo tanti palchi c’è ancora un sogno nel cassetto?
«Sì: allestire uno spettacolo itinerante del Papocchio e portarlo nei teatri di tutta Italia. Mi piacerebbe incontrare la mia community dal vivo, nelle diverse città, e trasformare il rapporto nato sui social in un incontro diretto con il pubblico».

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