Con lo spettacolo di giovedì 23 aprile si è conclusa la prima rassegna teatrale nella sala consigliare di Pioltello, che ogni volta si è trasformata in teatro.
Iniziata a novembre dello scorso anno, ha visto dieci spettacoli che sono passati sotto ai riflettori tra commedie brillanti, spettacoli per bambini e cabaret.
La manifestazione è finita col botto: la serata ha fatto il tutto esaurito. Enrico Bertolino ha presentato “Una serata di ordinaria ironia”, un titolo che strizza l’occhio al famoso film con Michael Douglas “Una giornata di ordinaria follia”. Bertolino, in più di un’ora di imperdibile one man show, non si è fermato nemmeno un momento e ha mostrato come affrontare realtà con gli unici antidoti possibili per sopravvivere: la risata e l’ironia. L’artista è stato accompagnato al pianoforte da Tiziano Cannas Aghedu e da Roberto Antonio Dibitonto alle percussioni e al sassofono. Con l’ausilio della proiezione di brevi filmati ed immagini ha ricordato al pubblico come si viveva una volta e cosa succede adesso facendo i debiti confronti.
All’inizio la sala viene sottoposta ad un brillante “Anzianometro”: tre musiche dei vecchi “Caroselli” che dalle risposte ricevute ha permesso di stimare l’età media dei presenti come decisamente elevata.
Bertolino è attore di razza, che ha dimostrato quanto quello che lo guidi sia la passione, più che il mestiere.
Ha Ironizzato sui nuovi programmi televisivi: “La Corrida”, “Canzonissima”, “Bruno Vespa”. E sulla ricerca spaziale dicendo: «Per un bicchiere d’acqua bisogna viaggiare dieci anni luce».
Si sorride tanto, ma anche si sghignazza di gusto, sul tempo che passa; sull’abbruttimento dei modi, dei tempi, anche delle persone; sulle abitudini dei singoli e sui vizi della società.
Come bis il ricordo di Gaber, Jannacci e Fo, tre amici a cui era legato, che sono comparsi sullo schermo mentre nella sala risuonava il ritornello di “Ho visto un re”. A quel punto Bertolino è rientrato in scena cantando con il pubblico: «E sempre allegri bisogna stare». Un viatico per ricordare al pubblico, ancora una volta, che è l’ironia la ricetta per sopravvivere.
Fotografie: fornita da Melarido, Paolo Pinter


