«La storiografia ufficiale tende a ricordare, con maggiore facilità, le figure maschili, adombrando, invece, quelle femminile che la storia l’hanno fatta e continuano a farla con piccoli gesti quotidiani». È quanto afferma Claudia Bianchi, vicesindaca del Comune di Peschiera Borromeo, nel saluto istituzionale all’incontro sull’Enciclopedia della Donne che si è svolto martedì 28 aprile nella sempre più accogliente Biblioteca comunale di Via Carducci.
L’incontro, frutto di un lavoro preparatorio e sinergico del mondo associazionistico peschierese (L’isolachenonc’è-Arci, Auser e Anpi), ha visto la presenza di Rossana Di Fazio, co-fondatrice, insieme a Margherita Marcheselli, dell’enciclopediadelledonne.it, progetto editoriale online e, successivamente, casa editrice femminista, nato nel 2010 a Milano per narrare le biografie di donne conosciute e anche misconosciute al grande pubblico.
Ad accompagnare Di Fazio nell’illustrazione del titanico progetto, ad oggi comprendente circa 2500 voci di donne e oltre 900 autori/autrici, Donatella Lanati, presidente dell’Isolachenonc’è, cittadina peschierese ed architetta, esperta di urbanistica, da sempre attenta alle dinamiche relazionali tra “spazio” urbano e questioni di genere.
Di Fazio, nel ripercorre le varie fasi del progetto, avviato quasi 17 anni fa, con “solo” 100 biografie, ha sottolineato l’importanza di continuare il lavoro di ricerca sulle donne avviato da centri di documentazione e librerie, associazioni, biblioteche, archivi, università, siti e singole storiche e storici. Ma qual è il motore che spinge questa scelta di campo, così caratterizzata?
Di Fazio porta ad esempio le biografie di Adelaide Ristori, attrice e impresaria dell’Ottocento oggi quasi dimenticata, ma che all’epoca era famosa in tutto il mondo e rappresentava il Risorgimento italiano, ma anche Christine de Pizan, un’italiana che si trasferì in Francia alla fine del Trecento, dove diventò la prima scrittrice della storia francese capace di mantenere la propria famiglia con il suo lavoro. Nel suo libro, “La città delle dame” del 1405, De Pizan ha raccontato le storia di molte altre donne importanti, tramandandole ai posteri.
Riscoprire, quindi, le donne che spesso volontariamente e non vengono dimenticate nella loro dimensione pubblica e privata.
L’Enciclopedia delle donne che nasce e si espande come lavoro collettivo, chiama in causa il tema della memoria, intesa come relazionalità, come necessità di riconnettere le vite delle donne con la collettività.
Ma come è possibile partecipare all’ardimentoso progetto? La partecipazione, individuale o di gruppo, si declina in modalità differenti. Si può proporre una voce, cioè suggerire la biografia di una donna, motivandone il perché di quella scelta. Si può scrivere una voce, seguendo le linee guida editoriali. Si può collaborare al progetto con attività di ricerca, revisione testi e attività culturali. Si può partecipare alle iniziative ed eventi legati alla memoria e alla storia delle donne.
Infine, ci si può iscrivere all’Associazione, diventandone socie/i, attraverso la compilazione di un modulo, scaricabile dal sito e versando una piccola quota annuale.
Sito: www.enciclopediadelladonne.it.


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