Il peschierese Francesco Luciani, attore emergente della serie televisiva “Mare Fuori” è nel cast del tanto atteso evento “Italy Bares 2026 – Alibi”, giunto alla sua settima edizione.
Dal 2019 Italy Bares è diventato un appuntamento annuale che coinvolge sempre più artisti e addetti ai lavori, tutti impegnati a titolo gratuito nel sostenere questo progetto sotto la Direzione Artistica di Giorgio Camandona.
Luciani racconta con estrema naturalezza la sua nuova avventura artistica.
D. Cosa provi a essere nel cast di Italy Bares?
«È un’esperienza intensa e profondamente significativa. Non è solo uno spettacolo, ma un progetto che unisce arte e impegno sociale. Salire su quel palco significa mettersi in gioco completamente per sostenere una causa importante. È un mix di adrenalina, orgoglio e responsabilità, ma anche di grande condivisione».
D. Come sei approdato a questo incredibile spettacolo che richiama moltissimi talenti? «Ho conosciuto questo evento inizialmente da spettatore: l’anno scorso sono andato a vedere “Cliché” e ne sono rimasto davvero colpito. Mi ha sorpreso la grandezza del progetto e l’energia che si respira. È un contesto in cui si incontrano attori, ballerini e cantanti, un mondo artistico ricco e stimolante, costruito per una causa importante. Successivamente, ho avuto l’opportunità di fare un provino per il cast di quest’anno».
D. Italy Bares di cosa si tratta esattamente e come nasce?
«Il progetto nasce per portare avanti una causa – la sensibilizzazione del tema HIV/AIDS – attraverso l’arte, per portare avanti il messaggio in modo diretto ma emotivo. Italy Bares collabora con Anlaids Lombardia perché fanno un lavoro fondamentale di informazione e prevenzione. E lo show vuole affiancarsi a questo, portando gli stessi temi, dentro uno spazio artistico».
D. Come ti sembra confrontarti con così tanti artisti talentuosi?
«Confrontarsi con tanti talenti è una grande opportunità. Da un lato è sfidante, perché ti mette davanti a standard molto alti; dall’altro è proprio questo a renderlo incredibilmente stimolante. È un’occasione per imparare, lasciarsi ispirare e crescere, sia professionalmente che umanamente. In un contesto così ricco, il confronto diventa uno scambio, non una competizione».
D. Come è il tuo rapporto con il teatro? «Confesso che il mio rapporto con il teatro è un po’ particolare: so solo che sul palco sto bene, mi diverto davvero. Il legame che si crea tra regista e attori è qualcosa di viscerale, difficile da spiegare. Inoltre, il teatro mi sta insegnando disciplina, ascolto e apertura verso l’altro, forse più di quanto faccia il cinema. È un luogo in cui ogni sera è diversa, e proprio questa imprevedibilità lo rende vivo e stimolante».
D. Quali sono i tuoi punti di forza e quali le criticità? Come le affronti?
«Tra i miei punti di forza credo ci siano la determinazione e la voglia di lavorare in squadra: mi piace costruire insieme agli altri e mettermi al servizio del progetto. Allo stesso tempo, tendo a essere molto esigente con me stesso, e questo a volte si trasforma in insicurezza o autocritica eccessiva. Cerco di affrontare queste criticità lavorando sulla consapevolezza e accettando che il percorso artistico passa anche attraverso errori e crescita continua».
Francesco Luciani andrà in scena al teatro Repower il 16 maggio alle ore 20.30 e il 17 maggio alle ore 15.30, in via G. di Vittorio, 6 ad Assago (MI).
Per info e prenotazioni: https://www.teatrorepower.com/it/musical/eve/574-italy-bares-2026-alibi/
Foto concesse dall’attore Francesco Luciani

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