Vi ricordate Elio di “Elio e le storie tese”? Ebbene, eccolo alle prese con il suo nuovo spettacolo che consiste in una carrellata di canzoni ironiche inframmezzata da alcuni monologhi. Brani di Jannacci, Cochi e Renato, Gaber e i Gufi (con una chicca: “Baciami la vena varicosa” di Clem Sacco) che spaziano dal 1961 di “Benzina e cerini” di Giorgio Gaber sino a “Rido” di Jannacci del 1976, che è il brano d’apertura e di chiusura dello spettacolo. Tra i monologhi “Il topo ambizioso”, tratto dal libro “Fiabe centimetropolitane” dello stesso Elio e la rivisitazione fatta da Umberto Eco della celebre favola “Cappuccetto rosso”, che, cercando di renderla politicamente corretta, l’ha resa indubbiamente comica.
La sera di sabato 31 gennaio, il Teatro Manzoni di Monza era gremito da un pubblico di varie età: i più anziani, venuti per riascoltare un repertorio datato, e i più giovani, accorsi proprio per scoprirlo.
Elio era accompagnato dal solido Alberto Tafuri (pianoforte) e da dei giovani e talentuosi musicisti: Matteo Zecchi (sassofono), Giulio Tullio (trombone), Pietro Martinelli (basso e contrabbasso) e Martino Malacrida (batteria).
La scenografia, progettata da Lorenza Gioberti, era composta da cubi luminosi posti a terra e sullo sfondo delle proiezioni che rimandano a Folon, Matisse e Magritte: arcobaleni, cieli azzurri con candide nubi, una nera figura umana sullo sfondo di un cielo stellato, il tutto ha creato l’ambiente perfetto per lo spettacolo. La drammaturgia e la regia erano di Giorgio Gallione.
L’interpretazione della canzone “Il foruncolo” (Jannacci) è stata molto apprezzata, perché dimostra che anche un brufolo, una cosa di poco conto, possa portare alla fine di un amore.
Elio ha fatto vedere che l’ironia è uno strumento critico, capace di smascherare convenzioni, di alleggerire temi complessi. E così permette di costruire un rapporto diretto con lo spettatore. “Quando un musicista ride” non è solo un recital: è una poesia.
Al termine dello spettacolo, Elio ha salutato il pubblico così: «Viva Jannacci, viva Monza, viva PizzAut! (PizzAut è un progetto che favorisce l’inclusione sociale dei ragazzi autistici)».
Fotografie: Paolo A Pinter


