Active News Blog CULTURA GENERALE “Le parole per dirlo”, un laboratorio di creatività per chi ama la scrittura

“Le parole per dirlo”, un laboratorio di creatività per chi ama la scrittura

Valeria Libro

Ispirato al titolo di un libro di Marie Cardinal, “Le parole per dirlo” è il laboratorio di scrittura nato nel 2018 su iniziativa di Valeria Giacomello, in un primo periodo affiancata dalla poetessa peschierese Benedetta Murachelli, e oggi attivo presso la Biblioteca di Pantigliate. Nel tempo ha dato forma a due pubblicazioni e a diversi reading letterari, diventando una presenza riconoscibile e apprezzata nella vita culturale della città che lo accoglie. A partire da questo percorso, la prima domanda è inevitabile.

Valeria, sei giornalista, scrittrice, volontaria da sempre. Cosa ti ha spinta ad avviare un laboratorio di scrittura creativa?

«È nato dal bisogno di condividere un luogo aperto, vivo, dove la parola potesse respirare. Dopo anni di lavoro sul campo, tra cronaca, impegno civile e mondi narrativi, ho sentito il desiderio di restituire qualcosa: uno spazio in cui le persone potessero riconoscersi, ritrovare un angolo di bellezza che spesso resta in ombra. La scrittura, quando non cerca di imitare nessuno, diventa una porta che si apre verso ciò che custodiamo dentro e che fatichiamo a nominare».

Cosa desideri offrire a chi partecipa al laboratorio?

«Con il mio laboratorio di scrittura voglio offrire uno spazio aperto, un’agorà dove ritrovarsi e dare forma a un racconto corale. Prima della tecnica, mi interessa la voce. Non la voce perfetta, ma quella autentica, quella che nasce quando smettiamo di giudicarci. La tecnica del racconto è un percorso di affinamento, certo: struttura, ritmo, personaggi, equilibrio tra ciò che si mostra e ciò che si lascia intuire. Cito alcuni dei temi che abbiamo trattato: dal percorso di scrittura di un libro alla lettura e analisi di testi poetici, dall’educazione all’ascolto consapevole alla progettazione e sviluppo di un personaggio. Ma perché la tecnica abbia senso, occorre che chi scrive riconosca la propria sorgente interiore, ci vuole tanta verità e anche coraggio. Il laboratorio vuole accompagnare questo movimento: far emergere un sé più libero, capace di trasformare emozioni, ricordi e visioni in una narrazione che respiri».

Qual è secondo te la difficoltà più grande per chi vuole scrivere?

«Lasciare andare la paura. Paura di non essere all’altezza, di non trovare le parole giuste, di non avere niente da dire. In realtà, tutti custodiamo un paesaggio interiore ricco, complesso. A volte basta un gesto, una frase, un’immagine, un silenzio, per iniziare a renderlo visibile. Il laboratorio serve proprio a questo: a creare un clima in cui ognuno possa provare, sbagliare, ricominciare, finché la propria voce non prende forma».

In una frase, cos’è per te la scrittura?

«Un istinto dell’anima, un modo delicato e tenace per tornare a casa, ogni volta un po’ di più».

Il laboratorio è gratuito e aperto a tutti coloro che volessero mettersi in gioco. Per informazioni su date e orari telefonare alla Biblioteca di Pantigliate al numero 02 906886502, oppure inviare una mail a gabrielesottanella@comune.pantigliate.mi.it

Nella foto sotto, i partecipanti al reading “Come l’aria mi solleverò” del 15 dicembre 2025.

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