Active News Blog VARIE La docente Annaletizia La Fortuna che insegna nel carcere di Bollate

La docente Annaletizia La Fortuna che insegna nel carcere di Bollate

Annaletizia La Fortuna, classe 1976, di origine pugliese vive a Milano e nella vita è docente di matematica. Da dieci anni insegna nel carcere di Bollate, nella sezione distaccata di un istituto professionale ad indirizzo alberghiero, con grande entusiasmo e passione.

«Non è certamente una realtà semplice e scontata – ci racconta con emozione Annaletizia -, spesso occorre superare la barriera dei pregiudizi e delle ovvietà. Talvolta mi devo ingegnare per sopperire alla carenza di libri, materiale didattico. Quello che muove i miei passi è sicuramente la voglia di formare, di trasmettere nozioni, conoscenza e di offrire agli studenti l’occasione di esplorare “mondi possibili” attraverso il sapere. Non sempre dall’altra parte trovo il riscontro che vorrei: la scuola in carcere presenta infatti un tasso fisiologico molto alto di dispersione scolastica dovuto a scarcerazioni, inizio di attività lavorative all’interno dell’istituto, demotivazione, depressione. Nonostante ciò, ce la metto tutta perché credo nella potenza della cultura e che i detenuti e le detenute abbiano diritto a una seconda possibilità, quella di vedere il mondo con altri occhi e di riprogettare una nuova vita. Si può e si deve imparare anche dentro al carcere. Questa esperienza educativa mi ha dato e mi sta dando molto in termini di umanità. Mi sono messa in gioco mettendomi in discussione come persona e come insegnante. L’incontro con i miei studenti mi ha dato la possibilità di avvicinarmi a culture a me completamente estranee, a nuovi modi di interpretare la vita, la società, lo Stato, i valori morali. A volte si rimane spiazzati, attoniti ma ne vale la pena. Devo dire che ho ancora molto da insegnare e da dare e cercherò di farlo con attenzione, puntualità, originalità senza perdere il mio entusiasmo».

Recentemente Annaletizia è stata relatrice all’evento “Girasoli d’Inverno” a Palazzo Isimbardi portando la sua preziosa testimonianza a contatto con la realtà carceraria.

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