Active News Blog CULTURA GENERALE I quaderni di scuola diventano un tesoro da museo

I quaderni di scuola diventano un tesoro da museo

Title: Date: 1944-1945 Grade: 3 media collaterale Author: Edoarda Jacchini Sex: F Age: Place: Seveso Province: Monza e Brianza Region: Lombardia Country: Italy Name of school: Type of school: Subject: diary (cronache) Comments: Edoarda era sfollata a Seveso per bombardamenti, raggiunta poi dalla famiglia dopo che un bombardamento aveva distrutto la casa di Milano (zona Navigli)
Contact: Saverio Romani (nipote) saverio.romani@gmail.com, 3402397645 Tags:

Tutti sappiamo quante storie e quanta fatica sono racchiuse in un quaderno di scuola. Dai primi “pensierini” e nei temi delle scuole elementari possiamo trovare tutta la fantasia e la scoperta del mondo da parte dei bambini. Dal 2004 Thomas Pololi ha iniziato a raccogliere i quaderni di scuola per scoprire come fosse il mondo visto dai bambini. Così dal primo blog è arrivato oggi ad essere il presidente dell’associazione Quaderni Aperti con una collezione di oltre 3500 quaderni, di cui un migliaio proveniente da 35 paesi del mondo.

L’archivio non si limita ad essere una raccolta per conservare i testi, ma vuole essere uno strumento di studio rivolto al futuro. I quaderni raccolti dall’associazione vengono attentamente esaminati e catalogati per rivelarci come sia il mondo visto dai bambini e aiutarci a trovare nuovi strumenti per dialogare con loro. Il progetto ha ricevuto molti riconoscimenti e sostegni, tanto che dalla primavera di quest’anno aprirà un vero e proprio museo a Milano in via Broletto, dove verranno esposti alcuni esemplari con speciali percorsi espositivi. Per sostenere il progetto Thomas ha curato il libro “Il prossimo anno faremo le vacanze di Natale sulla Luna” raccogliendo alcuni estratti dalla collezione che spazia in molti paesi del mondo e conserva esemplari dalla fine del diciottesimo secolo. Già sfogliando questo volume sarà difficile resistere alla tentazione di andare in solaio a cercare i propri quaderni di scuola e, magari, portarli all’associazione per arricchirne il catalogo.

Forse tra qualche anno il pensiero dei bambini verrà raccolto da altri strumenti, forse più tecnologici, ma come dice Thomas, l’importante sarà scoprire come i bambini osservano e come possiamo sempre meglio dialogare con loro.

 

 

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