Come i giovani vivono la politica? Spesso le nuove generazioni sono accusate di una non ben specificata pigrizia e lontananza dalla partecipazione attiva nella res pubblica.
In questo articolo non andremo a dibattere questo tema, andremo invece a citare e analizzare brevemente le forme di partecipazione politica giovanile reale del territorio milanese e non.
Le prime forme di partecipazione politica per i giovani sono la “rappresentanza scolastica” e le “assemblee d’istituto”, attraverso cui gli studenti possono esprimersi e informarsi. Gli studenti hanno infatti la possibilità, già nelle proprie classi, di approcciarsi a una forma di politica e attivismo, a volte anche riguardo a importanti argomenti relativi alla scuola.
Un ulteriore mezzo attraverso cui gli studenti prendono parte alla vita politica sono i “collettivi”, organizzazioni extrascolastiche che permettono agli studenti di discutere di problematiche interne alla scuola e di fatti di attualità, nonché di organizzarsi per scendere in piazza e manifestare.
Milano, in particolare, è una città in cui i collettivi fioriscono numerosi, garantendo allo studentato urbano la possibilità di far parte dell’ambiente politico e di avere un’espressione più libera nelle loro scuole.
Tra i luoghi di rappresentanza studentesca c’è anche la Consulta Provinciale degli Studenti (CPS), un organo di partecipazione democratica studentesca che riunisce studenti appartenenti alle scuole superiori di una stessa provincia. Un organo che rappresenta gli studenti presso l’Ufficio Scolastico Provinciale e le Istituzioni Locali, che collabora con enti territoriali per organizzare iniziative su temi importanti per la vita scolastica e non solo.
Ogni scuola presenta due rappresentanti: una partecipazione che può incidere sulle decisioni che riguardano il mondo della scuola.
Si contano numerose organizzazioni giovanili intente a sensibilizzare e mobilitare i giovani verso l’attivismo e la politica, tra cui anche organizzazioni di destra, o persino neofasciste. “Azione studentesca” o “Blocco studentesco” sono solo alcune tra quelle che recentemente si trovano al centro di controversie o scandali, come gli ormai famosi sondaggi nei quali si chiedeva agli studenti di dichiarare se avessero insegnanti di sinistra, per non parlare degli attacchi a studenti antifascisti in numerose scuole d’Italia.
Benché per i giovani sia necessario prendere parte all’attivismo politico, è facile cadere vittime di propaganda violenta o di ideologie estremiste, contro le quali gli studenti dovrebbero essere messi in guardia.
Altre sedi per i giovani per formarsi politicamente sono i centri sociali, luoghi di aggregazione, di discussione e di azione collettiva alternativi alle istituzioni formali che permettono di sviluppare consapevolezza su temi sociali attraverso un’esperienza concreta e condivisa. Nei centri sociali il dialogo e il confronto sono essenziali. Il dibattito spesso si concentra su temi sociali, sui diritti, sui problemi della società odierna, facendo sì che i giovani possano formare il proprio pensiero critico, confrontandosi con idee diverse, di pari e di più esperti. Essendo luoghi unici e vissuti da molte persone eterogenee, è facile per i giovani fare rete, così da ampliare le proprie opportunità di partecipare ad azioni collettive o entrare in contatto con altre realtà e spazi di impegno civico e politico.
Tutto ciò è favorito da esperienze dirette, poiché spesso gli stessi centri sociali organizzano eventi, progetti culturali, campagne di sensibilizzazione e altre iniziative utili ai giovani per formarsi politicamente e per valorizzare e concretizzare le proprie idee.
Si evidenzia che la partecipazione attiva dei cittadini e delle cittadine è espressa nelle piazze con le manifestazioni. In autunno abbiamo visto una partecipazione giovanile fuori scala di mobilitazione in supporto del popolo palestinese, un’ondata di giovani in piazza paragonabile solo alle mobilitazioni del “Fridays For Future” di diversi anni fa.
Infine, studenti e studentesse hanno anche una propria manifestazione (a ridosso del 15 Novembre, giornata dello studente) in cui vengono portate in piazza le rivendicazioni studentesche legate alla FSL (ex PCTO), all’edilizia scolastica, ai programmi scolastici e all’educazione affettiva.
R. Bevilacqua, B. Antonicelli e M. Mocciola
Foto a cura degli autori


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