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Di spalle a questo mondo, il romanzo di Wanda Marasco

Nel romanzo “Di spalle a questo mondo” (2025, Neri Pozza), con una scrittura raffinata Wanda Marasco indaga sulla follia, ripercorrendo la vita del dottore campano Ferdinando Palisciano (1815-1891) e di sua moglie russa Olga de Vavilova.

La follia è il terzo sguardo che rivela l’uomo con le sue contraddizioni, le sue efferate gioie ma anche i suoi dolori. Attraverso la parola e nella follia Palisciano è libero di svelare la verità.

In un’intervista rilasciata a Neri Pozza, l’autrice afferma di essere sempre stata affascinata dalla torre di fronte casa a Capodimonte – dimora dei Palisciano – al punto da volerne svelare spettralità e segreti.

«Sono nata in una casa situata di fronte alla torre, la cui immagine fiabesca, in contrasto con le modeste abitazioni del luogo, mi ha fatto da quinta dell’anima – ha dichiarato Marasco -. Quando ho cominciato a indagare nella storia di Ferdinando e di sua moglie Olga, che qui hanno vissuto fino alla morte, ho sentito che dovevo assumerne la maschera per ricrearne le verità interiori. Il grande medico Palasciano, perseguitato dai mali del mondo, e sua moglie, una creatura bella e spezzata da un vecchio trauma, mi sono parsi personaggi che chiedevano di riesistere».

Ferdinando Palisciano è stato chirurgo e precursore della Croce Rossa. Ufficiale medico nell’esercito delle Due Sicilie, è stato processato per insubordinazione: sosteneva la neutralità dei feriti in guerra. Per tutta la vita ha cercato di sconfiggere la morte con le sue cure.

Ad un certo punto della sua esistenza qualcosa in lui si è incrinato portandolo alla follia. La moglie Olga ha condiviso la malattia con lui, arrivando a sfibrarsi. In passato Olga ha convissuto con la follia della madre e ritrovarla nel marito per lei è davvero insostenibile.

Nella narrazione, la domanda di Olga: «Voi non credete che quando ci spezziamo è per sempre?» ricorda che le cicatrici sono importanti, sono la memoria di quello che si è. Le cicatrici parlano dei solchi che ci abitano e delle risalite che possiamo affrontare nella vita.

Nel romanzo sono presenti attimi di pura ironia, che ricordano molto le commedie dei fratelli De Filippo, in alternanza a momenti drammatici e grotteschi. L’utilizzo di molte espressioni dialettali rende la lettura viva e autentica.

Lo stile di Marasco non è immediato. È introspettivo e talvolta criptico. L’intento è di voler entrare nelle dinamiche della follia per cercare di circoscriverla e metabolizzarla. Il ruolo di Olga è delicato e contraddittorio.

Entrambi i protagonisti sono spezzati. Da piccola Olga è rimasta danneggiata da una caduta che l’ha resa zoppa. L’incontro salvifico con il luminare Palisciano le ha cambiato la vita. La sua zoppia è però tornata nel momento esatto in cui il marito è divenuto folle, per scomparire definitivamente dopo la sua morte.

La loro unione solidale è così indissolubile da lasciarne il mondo fuori e viverlo appunto di spalle, come ricordato anche nel titolo. Ferdinando e Olga guardano fronte a fronte la propria umanità, voltando le spalle al mondo.

Le loro imperfezioni li hanno resi umani portandoli a un sodalizio di sofferenza, di silenzi e di solitudini.

“Di spalle a questo mondo” ha vinto il Premio Campiello nel 2025. Wanda Marasco ha all’attivo diverse pubblicazioni e importanti riconoscimenti letterari.

Di spalle a questo mondo

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