Aprirà giovedì 16 aprile alle 18:00 negli spazi della Other Size Gallery by Workness Club, in Via Andrea Maffei 1 a Milano, Residui, la prima personale milanese di Alessandro Filograna, a cura di Maria Savarese. La mostra resterà aperta fino al 5 giugno 2026, con ingresso libero.
Punto di partenza, e di tensione, è la figura della Madonna, non come riferimento devozionale, ma come icona fra le più stratificate e riprodotte dell’immaginario visivo occidentale. Filograna la attraversa senza distruggerla: collage e serigrafia costruiscono layer su layer, interferenze visive che modificano il volto senza cancellarlo. Il sacro dialoga con il quotidiano, il passato incontra il presente.
Autodidatta, nato a Lecce nel 1985, Filograna ha costruito il suo percorso per sperimentazione diretta, lontano dai circuiti accademici. Il suo lavoro si muove tra Pop Art e Arte Povera: l’icona come materia visiva da un lato, l’attenzione al frammento e al recupero dall’altro. La serigrafia, tecnica tradizionalmente seriale, viene qui usata in modo paradossale: ogni telaio è realizzato per una singola opera, trasformando la moltiplicazione in gesto irripetibile.
Il titolo non rimanda all’idea di scarto, ma a quella di sopravvivenza. Come spiega la curatrice Maria Savarese, l’artista agisce da archeologo del presente: raccoglie immagini sedimentate, frammenti culturali, e li ricompone in nuove strutture visive. In un’epoca di produzione incessante e consumo rapido, propone un rallentamento dello sguardo. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Prearo Editore.
