Quante aspettative e quanti desideri può contenere una sola città? Un numero incalcolabile e infinito. Un numero che ci coinvolge e che ci chiama inevitabilmente all’appello quando si tratta di una città speciale come New York. Quel centro del mondo universalmente conosciuto come la Grande Mela. La regina tra gli scrigni che custodiscono sogni.
Forse quando qualcosa si trova così distante dai nostri occhi ci si lascia suggestionare dalle immagini patinate e ritoccate che ci trasmettono gli schermi. Film iconici, serie televisive popolari, passerelle griffate hanno cercato scenari unici trovandoli solo in questa città così particolare e unica. Non è poi così difficile comprenderne il motivo. A patto che non si resti a valutarla con il binocolo.
New York è un sogno, sì, ma uno di quelli che si lascia afferrare: chiede di essere vissuta fino a farsi rubare un pezzetto da portarsi via, da conservare nel cuore. E poi amarla diventa inevitabile tanto da risultare impossibile non programmare un imminente ritorno.
Una terra su cui è scritta poca storia, eppure quella che è incisa pretende di farsi toccare dal vivo, e lascia addosso un odore coriaceo, penetrante, incredibilmente coinvolgente. Una terra che non è stata calpestata dagli antichi giganti edificatori della civiltà, eppure è manifesto di un più libero respiro del sentimento di civilizzazione.
Con quella corona – che diviene simbolo mondiale – la celebre statua si fa rappresentante di una città che fa vivere concretamente i concetti primari di libertà e di unione delle differenze. Un variegato melting pot che ha fatto delle migliaia di persone riunite ad abitarla un’accogliente dimora. New York, è madre di volti dai tratti divergenti, lontanissimi per storie e culture ma che sono riusciti a fondersi nell’aspetto essenziale dell’umano: la libertà di essere ciò che si è, lontani dal conformismo e dal giudizio.
Non ci sente piccoli a camminare frenetici sotto grattacieli nella moltitudine di persone. Tutt’altro. La velocità e la grandezza non determinano la mancanza di una profondità delle relazioni. Unirsi nel vespaio dei runners nella corsa labirintica tracciata in Central Park è un’esperienza simbolica del sentirsi parte di una grande anima. Così come fermarsi fuori dai teatri di Broadway, attendere l’uscita degli attori che non scappano via con la propria gloria ma restano a conoscere le mani che hanno applaudito per stringerle e confrontarsi.
Una sensazione di coesione energetica senza pari trovarsi a 344 metri di altezza, su una piattaforma come Edge, per contemplare la meraviglia architettonica e naturale sotto i propri piedi. Gli sguardi illuminati dallo stupore si uniscono in una vibrazione che non ha bisogno di parole. La pelle d’oca e gli occhi lucidi – segni distintivi dell’emozione – accomunano ogni individuo che scende nel Memorial dedicato all’11 settembre, dove la cura del dettaglio comunica l’eterno dolore, dove l’assenza è stata scelta per mantenere vivi memoria e rispetto.
Non esiste una stagione migliore per vivere New York. Ogni giorno è sempre quello ideale perché a sbocciare incessantemente è la stagione del cuore, in fioritura perpetua. Questa la più preziosa attrazione che lascia tutto più vicino e lo mantiene vero, a dispetto di quanto si possa pensare. Tutto ciò che di grandioso è stato cementato prende forma grazie all’energia che si respira in ogni angolo.
Una città unica: nulla di simile vi è al mondo. Una meraviglia creata da mille colori, ognuna con una personalità in cui letteralmente “cadere… in amore”.
