C’è una storia che attraversa quasi un secolo e si racconta per la prima volta in forma antologica alla Casa della Memoria di Milano. È quella di Nado Canuti, artista e partigiano, protagonista della mostra Storie di Nado. Opere di un artista tra incanto e tormento, visitabile dal 22 aprile al 24 maggio 2026.
Canuti nasce a Bettolle, in provincia di Siena, nel 1929. A quattordici anni è già nella Resistenza: raccoglie armi per i partigiani, subisce gravi mutilazioni per un ordigno, sopporta gli interrogatori nazifascisti senza cedere. Nei giorni della Liberazione si offre per disinnescare le mine che i tedeschi avevano piazzato nel centro del suo paese. Poi, finita la guerra, comincia a fare l’artista.
Il percorso espositivo, curato da Giorgio Seveso e Francesca Pensa per l’ANPI Provinciale di Milano, ripercorre decenni di produzione. Gli anni Sessanta restituiscono corpi lacerati, anatomie corrose dalla sofferenza: la guerra non era ancora finita dentro di lui. Negli anni Settanta e Ottanta arriva la geometria, un ordine ritrovato. Poi, dagli anni Novanta, le sculture sospese da fili invisibili, cromaticamente intense, sensibili ai movimenti dell’aria, opere che si muovono, quasi respirano.
L’inaugurazione è mercoledì 22 aprile alle 18. Interverranno l’artista, i curatori e il presidente ANPI Primo Minelli. Visite guidate gratuite il 28 aprile e il 9 maggio. Ingresso sempre libero.


