Un parcheggio riservato vicino all’ingresso, un kit sensoriale per attenuare stimoli eccessivi, una app di navigazione pensata per chi ha bisogni diversi. Il Centro Commerciale Galleria Borromea di Peschiera Borromeo è diventato il primo shopping mall in Italia ad aderire al progetto LinkAut System, un’iniziativa che trasforma gli spazi commerciali in ambienti “autism-friendly”.
L’idea nasce dall’esperienza di Enrico Maria Fantaguzzi, CEO di Linkaut e padre di un ragazzo autistico, che ha trasformato una sfida personale in progetto imprenditoriale. La startup riminese forma il personale delle strutture pubbliche ad accogliere consapevolmente le persone con autismo, creando una rete di 120 attività aderenti in Italia.
Il percorso di Galleria Borromea è iniziato con la formazione di tutto lo staff: dalla direzione alle pulizie. Gli esperti hanno mappato ogni ambiente valutando l’impatto sensoriale, poiché luci intense e suoni forti creano disagio nelle persone neurodivergenti.
L’evento di presentazione del 25 settembre, patrocinato da Regione Lombardia e Comune di Peschiera Borromeo, coinvolgerà le scuole primarie del territorio e associazioni locali come Gaudio, TMA e Oltre la felicità. A documentare la giornata ci saranno Radio Ganzer di Sabrina Ganzer e Radio Active 20068 diretta da Raffaele Vailati, mentre tra gli ospiti speciali figurano Mimmo Pesce da Telelombardia e un contributo video di Enzo Iacchetti. Durante l’evento verranno inaugurate le Panchine Blu, simbolo dell’autismo, e gli studenti parteciperanno a un incontro formativo con persone autistiche.
Il progetto tocca 600mila persone autistiche in Italia, ma coinvolge 6 milioni di familiari: un target consistente che spesso trova barriere invisibili nella società. La tecnologia diventa alleata con l’app di navigazione che permette di pianificare la visita, richiedere aiuto e ottenere priorità nei punti vendita.
Non assistenzialismo, ma business intelligente che riconosce nella diversità un valore aggiunto. Un modello che altri centri commerciali potrebbero presto seguire, dimostrando che l’inclusione non è solo un dovere sociale, ma una strategia vincente.
