Prosegue il percorso di costruzione del Piano di Governo del Territorio di Peschiera Borromeo. Giovedì 8 ottobre l’Amministrazione Comunale ha convocato la città per discutere e proporre idee per salvaguardare la natura del territorio, combattere le isole di calore e quindi dare una direzione ecologica al proprio sviluppo. Questa è una delle tappe previste di una catena di incontri iniziati mesi fa. Le recenti proteste dei cittadini della frazione San Bovio rivolte alla costruzione di un data center nella frazione avevano però anticipato che la serata avrebbe preso un’altra direzione.
Gli interventi tecnici, dell’Amministrazione Comunale e di consulenti esterni, hanno illustrato l’importanza di questo piano che descriverà come dovrà evolvere Peschiera Borromeo nei prossimi anni, o almeno mettere dei paletti perché lo sviluppo sia governato. Il ragionamento è partito dalla vocazione agricola della città, che utilizza quasi la metà del territorio, analizzando i corsi d’acqua, le caratteristiche viabilistiche, acustiche e le zone di calore.
L’agenda della serata è stata cambiata per dare voce agli abitanti della frazione che sono intervenuti numerosi, affollando la sala del Centro Polifunzionale Pertini. Tutti gli interventi, sia pacati che animati, hanno esposto le preoccupazioni per la salute, l’ambiente e la qualità della vita nell’area a fronte dell’insediamento di questo impianto, delle sue ciminiere, dello stoccaggio di gasolio e i suoi consumi. Si è acceso così un dibattito che ha visto il Sindaco Andrea Coden e l’architetto comunale Carlo Gervasini spiegare l’iter e i limiti che la legge impone nella gestione di questi progetti, delle peggiori condizioni iniziali e gli sforzi per mitigarli.
Un punto nodale delle critiche è stata la presunta mancanza di informazione da parte dell’Amministrazione sull’impatto della costruzione. Il dibattito ormai aveva raggiunto alte temperature e si è chiuso con l’intervento del Sindaco che ha rimproverato i cittadini di avere scarso interesse per la città fin quando le problematiche non li toccano direttamente. Alla richiesta al Sindaco, fatta da un cittadino, di partecipare alla protesta, il Sindaco ha invitato tutti a chiedere alla politica di intervenire, protestando fino ai palazzi della Regione.
Il percorso partecipativo della città si è così confrontato con la dura realtà tra ciò che è prioritario per i cittadini e come ciò sia percepito dalla politica. Ribadendo ancora una volta quanto ci sia distanza tra i cittadini, forse distratti, e le amministrazioni, forse imbrigliate in leggi e regolamenti. Chissà se la proposta del Sindaco di costruire tavoli di confronto, in aggiunta al percorso partecipativo, sboccerà in una nuova politica della città.

Foto: immagini dalla serata di S. Ghilardi