Nonostante la quantità immensa di informazioni che riceviamo, viviamo in un tempo in cui la realtà è difficile da cogliere e da capire. Questo è il pensiero che guida la diciassettesima edizione del Festival di Fotografia Etica di Lodi, in programma dal 26 settembre al 25 ottobre.
Dalla prima edizione del 2010 ha saputo costruirsi una solida reputazione nell’ambito del fotogiornalismo e del documentario attirando reporter da tutto il globo. Tra i vari premi assegnati, il World Report Award – Documenting Humanity nella categoria “master”, è stato assegnato a Carol Guzy con “ICE – Broken Families”, entrando direttamente nei fatti di cronaca americani.
Grande attenzione in questa edizione è stata data agli Stati Uniti d’America che sono protagonisti di diversi progetti, così come il subcontinente Indiano, che vive tutte le contraddizioni di una crescita accelerata e una povertà incolmabile. Il premio per la “foto singola” è andato a Gianluca Panella con “Boy with Kippah”, un’immagine che racconta le diverse tensioni del Medio Oriente. Ucraina e Russia sono due osservati speciali da diverse edizioni e, nei progetti esposti, la guerra viene mostrata da angolature che è raro trovare altrove.
Nelle parole dei direttori artistici, Alberto Prina, Aldo Mendichi e Laura Covelli viene espresso il focus principale del Festival: «Per questo distinguere il vero dal verosimile non è mai stato così difficile. E così necessario. Per questo il fotogiornalismo conta più di prima. È una forma di racconto che nasce dalla presenza, da qualcuno che ha scelto di andare e di restare, spesso a proprio rischio, laddove le cose accadono.»
Sono stati selezionati sei progetti tra quelli realizzati da organizzazioni no-profit, esposti nella suggestiva location del chiostro dell’Ospedale Vecchio. I lavori raccontano storie di persone in gravi difficoltà che, nonostante le avversità, si sono impegnate duramente per superarle. E vi sono esempi concreti che lavorano nel campo della disabilità, dell’istruzione e del soccorso in mare.
Quest’anno nuove sedi espositive entrano a far parte del circuito aumentando il numero dei lavori esposti. Nel circuito del festival è inclusa la rassegna delle immagini premiate dal World Press Photo. Lodi è l’unica tappa lombarda di questa mostra internazionale.
Parallelamente si svolgono gli incontri e i progetti per avvicinare i più giovani alla fotografia, le letture del portfolio e le mostre dello FFE-OFF, aperto a chiunque voglia esporre. Quest’anno il numero delle location, tra bar, negozi e ristoranti, tocca un record mai raggiunto prima confermando come questo festival sia entrato nel sangue della città e di come ne vada orgogliosa.
Ci sono ancora due fine settimana disponibili per vistare il festival che, in questa edizione, ha introdotto nuovi prezzi per facilitare l’accesso, in particolare per famiglie e giovani. Tutte le informazioni sono sul sito ufficiale www.festivaldellafotografiaetica.it

Foto: S. Ghilardi