Negli ultimi anni, la scuola italiana ha iniziato a cambiare il modo di fare lezione, utilizzando sempre di più la tecnologia per la didattica. Le “LIM” – Lavagne Interattive Multimediali –, i tablet, e le piattaforme online stanno trasformando il modo di insegnare e di imparare, rendendo la scuola più interessante e vicina ai giovani.
Le LIM sono uno degli strumenti più importanti di questa mutazione. A differenza delle vecchie lavagne, permettono di guardare video, immagini e contenuti interattivi durante la lezione, rendendo l’insegnamento più dinamico e partecipativo. Gli insegnanti possono così alternare spiegazioni teoriche e materiale multimediale, aiutando gli studenti a capire meglio i concetti.
Molte scuole, come anche il nostro Primo Levi, hanno introdotto l’uso dei tablet o dei computer portatili. Gli studenti, infatti, possono utilizzare libri digitali, prendere appunti e svolgere esercizi direttamente sui dispositivi elettronici. Questo approccio aiuta a sviluppare notevolmente le competenze digitali, fondamentali nella società odierna. Tuttavia, ci sono ancora alcune difficoltà da affrontare. Tra queste, la distrazione causata dai dispositivi e le differenze di accesso alla tecnologia tra gli studenti.
Un caso che ha fatto discutere il mondo della rete è stata la recente polemica che ha coinvolto Vincenzo Schettini, il professore di fisica che realizzava brevi video per spiegare concetti e passaggi salienti circa la sua materia d’insegnamento. Nonostante questi video fossero apprezzati da molti, è emersa una realtà inquietante: il professore chiedeva agli studenti di entrare nelle sue “live” in cambio di voti favorevoli alle interrogazioni. Questa notizia è servita a mostrare come i problemi di questo tipo di didattica possano essere svariati, e non solo legati agli studenti.
La digitalizzazione della scuola non riguarda solo l’introduzione di nuovi dispositivi nelle aule, scatena piuttosto un vera e propria rivoluzione nella modalità di insegnare. Quando la tecnologia è utilizzata nel modo giusto è possibile creare un ambiente di apprendimento più stimolante, capace di preparare gli studenti alle sfide di un mondo sempre più digitale. Eppure, per far funzionare questo processo, è fondamentale investire non solo nel digitale, bensì nella formazione degli insegnanti e nell’accesso equo agli strumenti digitali per tutti gli studenti.
N. Ibrahim, L. Truglio Luca e R, Poli
Foto: Immagine Gemini


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