Se c’è un nome di un industriale italiano che evoca ammirazione e nostalgia è forse quello di Adriano Olivetti. La sua impresa non ha rappresentato solo un’avanguardia tecnologica ma un laboratorio industriale e sociale ineguagliato. Le sue fabbriche erano “modelli” per una differente concezione del lavoro, da Ivrea a Bagnoli.
Proprio ad Ivrea, fino al 1 marzo, sarà possibile visitare la mostra “Olivetti e i fotografi della Magnum – Wayne Miller – Erich Hartmann – Henri Cartier-Bresson – Sergio Larraín” presso il Museo Civico Garda. Sono esposte le fotografie di questi grandi nomi della fotografia del 900 ingaggiati dalla Olivetti per documentare le proprie fabbriche e i propri negozi.
Invece presso l’ADI Design Museum di Milano, il 19 gennaio, si è tenuta la presentazione del catalogo della mostra curato da Paolo Barbaro e Marcella Turchetti. Oltre ai curatori, il professore Giuseppe Lupo ha voluto sottolineare il legame forte tra Olivetti e gli intellettuali, siano essi fotografi, architetti, grafici o scrittori. Un vero sodalizio proseguito anche dopo la morte di Adriano Olivetti, avvenuta nel 1960.
Alessandro Bonfanti e gli intervenuti si sono soffermati sugli archivi Olivetti, ricchi di materiali di vario genere e tante fotografie. Come se nel modo di vedere del visionario piemontese ci fosse la consapevolezza di dover documentare quell’esperienza unica, coinvolgendo i nomi più importanti della cultura del tempo e facendoli lavorare nel proprio contesto per catalizzare le loro energie. Forse questo era anche lo spirito della fabbrica di Olivetti, il polo su cui si sarebbe raccolto un territorio per diventare comunità ed evolversi.
Il catalogo è curato dalla giovane casa editrice Moebius, che nonostante la recente apparizione sul mercato, dal 2024 ha già pubblicato un centinaio di titoli ed è sostenuta dalla lunga esperienza editoriale del suo fondatore Alessandro Degnoni.



Foto: Erich Hartmann, Negozio Olivetti a Buenos Aires (arch. Gae Aulenti), Associazione Archivio Storico Olivetti – Ivrea; scorcio dell’allestimento presso ADI; A. Bonfanti, P. Barbaro, M. Turchetti e G. Lupo (foto S. Ghilardi)

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