È ormai imminente la schiusa delle uova di tartaruga Caretta caretta sulla spiaggia del Marano (fra le zone 133 e 134) il cui nido era stato scoperto per caso da due turiste nella notte tra il 23 e 24 giugno, e la città di Riccione si prepara al felice ed eccezionale evento.
Il nido, deposto da un esemplare adulto stimato intorno ai vent’anni, rappresenta un evento eccezionale dal punto di vista ambientale, mai registrato prima sul litorale riminese. Da settimane l’area è stata recintata e sottoposta a una rigida sorveglianza a cura dei volontari della Fondazione Cetacea. Ogni giorno turisti e curiosi si accalcano intorno al perimetro, desiderosi di ricevere informazioni dai volontari, che raccontano con passione la straordinaria avventura di queste creature millenarie.
Nelle notti di attesa non sono mancati momenti difficili. Tra il 23 e il 24 agosto, mentre un nubifragio sferzava la costa, i volontari non hanno abbandonato il presidio: riparati sotto la tenda della Protezione Civile, hanno vegliato sul nido.
La Fondazione Cetacea, che gestisce uno dei centri di recupero più importanti d’Italia per le tartarughe marine, ha già curato e restituito all’Adriatico oltre mille esemplari. Ogni liberazione è una festa, ma la nascita in spiaggia ha un valore ancora più speciale: significa che il mare e la costa sono ancora in grado di offrire condizioni adatte alla riproduzione di una specie in pericolo. Le tartarughe, del resto, sono un indicatore biologico della salute del nostro mare e raccontano più di mille statistiche sullo stato dell’ecosistema.
Recentemente il Comune di Riccione ha aderito al Protocollo d’intesa “Comuni amici delle tartarughe marine”, promosso da Legambiente con il progetto europeo Life Turtlenest.
L’adesione non è soltanto simbolica: Riccione si impegna infatti a mettere in atto azioni concrete a tutela delle tartarughe marine, dalla regolazione delle luci costiere alla pulizia non invasiva delle spiagge, dall’informazione alla gestione attenta delle zone potenzialmente destinate alla deposizione delle uova.
«Presso il nostro centro – spiegano Luciano Spadaro e Cinzia Violini, volontari della Fondazione – organizziamo visite guidate per illustrare le attività e mostrare gli esemplari in riabilitazione, prima che tornino liberi in mare. Basta prenotare al numero 3714586027».
Per informazioni https://fondazionecetacea.org/il-centro-di-recupero-di-riccione/

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