19/08/2026
Peschiera Borromeo

Musei insoliti di Milano: tra storia, profumi e macchine da scrivere

Visitare i musei è un modo sicuro per farsi un’idea del passato e della cultura di una città, ma per entrare in sintonia bisogna cercare quelli più sconosciuti e bizzarri, specie se attivi da molti anni.

Milano non fa eccezione e uno dei musei meno noti ai più è quello che conserva le collezioni della Fondazione Ca’ Granda – Policlinico. Fondato dal duca Francesco Sforza più di 500 anni fa, è tra gli ospedali più antichi d’Italia e quindi ha raccolto nei secoli un enorme patrimonio culturale. Partiamo dalla raccolta di strumenti ospedalieri, oltre 2000 pezzi, che vanno dal spezieria alla raccolta di materiale ostetrico ginecologico: un’occasione per conoscere l’evoluzione di questa branca della medicina e scoprire forcipi, cranioclasti e pelvimetri, oltre a 270 preparati del museo anatomo patologico. Lo spazio museale “I Tesori della Ca’ Granda” espone grandi capolavori pittorici che ritraggono i benefattori dell’istituto con firme quali Segantini, Hayez, Carrà e Sironi. La fototeca conserva invece oltre 29.000 immagini dalla seconda metà dell’Ottocento ad oggi.

Restando nell’ambito medico è recentemente stato rinnovato presso l’Università degli Studi di Milano il MUSA; ovvero il Museo Universitario delle Scienze Antropologiche, mediche e forensi per i Diritti Umani. Protagonisti del MUSA sono le discipline che ricostruiscono il passato remoto o recente di un cadavere, di uno scheletro o di un vivente. Lo scopo non è quello di curare ma combattere la violenza e sostenere i diritti umani: una scienza al servizio della giustizia. Si può partire da un piccolo segno, come un livido, per arrivare a scoprire la storia e le vicende più complesse.

Lasciando le scienze mediche e rimanendo concentrati sul nostro corpo possiamo dedicarci al naso con il museo del profumo. È un ente privato che vuole valorizzare, attraverso visite guidate, la storia del profumo milanese e internazionale. Vengono organizzati eventi e corsi per scoprire questa passione che accompagna l’umanità sin dal lontano passato. A guidare il museo sono due esperti della profumeria d’epoca: Giorgio Dalla Villa e Daniela Candio.

Più che un museo, ma un atelier artistico, è il Museo della Forchetta di Giovanni Scafuro. L’artista napoletano si è impossessato di questo comune oggetto per trasformarlo in gioiello, complemento d’arredo e sperimentazione elevandolo in forme sorprendenti e originali.

Immancabile è una visita al Museo della Macchina da Scrivere ideato da Umberto Di Donato, con una raccolta di centinaia di pezzi tra macchine di calcolo e da scrivere. Oggetti che sono stati protagonisti della vita quotidiana e della cultura fino all’avvento del digitale, ma che conservano la storia, il design e la perfezione meccanica dal sapore magico. Il museo è largamente celebrato come una visita obbligata per scoprire questo spicchio di tecnologia, che con Olivetti, vide il nostro Paese tra i produttori mondiali più importanti.

Grandi passioni, piccole e grandi collezioni, ogni città conserva posti speciali con cui vuole raccontarsi e raccontare il meraviglioso viaggio della nostra civiltà.

 

 

Foto: dettaglio da un volume della Biblioteca storica di Medicina, Fond. IRCSS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico

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