Presso molti italiani lo Yorkshire evoca immagini vittoriane. Paesaggi verdi puntellati da cottage in stile ottocentesco cui si alternano vaste estensioni di brughiera e borghi con vecchie fabbriche in disuso, ricordo di una delle culle della rivoluzione industriale.
Gran parte di questa “visione” corrisponde al vero, ma c’è anche molto altro. Tanto per cominciare non vi è un solo Yorkshire, bensì 4. La contea si divide in North Yorkshire, South Yorkshire, West Yorkshire e East Yorkshire. Tutte insieme contano più di 5 milioni di abitanti, quanto la sola Scozia e più del Galles. Se in alcune aree come il Nord e l’Est sono caratterizzate da centri storici come York e Beverley (de facto periferia geografica della più grande città di Hull che fa amministrazione a sé), le regioni a Ovest e a Sud presentano uno scenario parzialmente differente. Insieme a vasti parchi naturali ideali per il trekking vi sono ampie aeree urbane come Leeds (a cui si aggiunge Bradford che ne è quasi un’estensione) e Sheffield. Se York e Beverley emanano un’aura di storia e tradizione simile all’immagine tipica da letteratura vittoriana; Leeds e Sheffield assomigliano più ai conglomerati moderni e dinamici presenti nelle aree di Londra o Manchester.
Questa terra dal nome molto conosciuto anche in Italia ma de facto meno familiare all’opinione pubblica riveste però grande importanza per molti connazionali. Nello Stivale quando si parla di Gran Bretagna, oltre a confonderla con la sola Inghilterra, si pensa immediatamente a Londra (tranne quando si parla di calcio, ovvio). Per anni parenti e amici mi hanno chiesto “come andasse la mia vita a Londra” e ho fatto una fatica bestiale a far capire loro che non vivevo nella capitale bensì molto più a Nord.
Di quasi nessun connazionale conosco la storia ed è difficile tracciare un quadro di come essi si trovino in questa parte del paese meno conosciuta in Italia. Cosa li ha spinti quassù? Come si svolge la loro vita, specie alla luce dei tanti cambiamenti che negli ultimi anni hanno caratterizzato il Regno Unito?
Io posso portare solo la mia esperienza, quella di uno dei tanti italiani all’estero. Un estero diverso da quello spesso narrato in altre circostanze, ma non per questo di minor valore. Un estero che ora è diventata la casa di molti.
