Dalle parole di Danilo Cilano traspare l’orgoglio di chi vuole raccontare la forza di un risultato ma soprattutto l’appartenenza a quel gruppo di persone che ogni giorno combattono un nemico insidioso e implacabile. Danilo Cilano è il Comandante della Polizia Locale di Peschiera Borromeo e il nemico è la mafia.
L’occasione è stata il 33esimo anniversario della strage mafiosa di via D’Amelio quando persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Fabio Li Muli. Il Comandante ha illustrato la storia dei tre mezzi sequestrati alle organizzazioni mafiose e assegnati al comando. I sequestri sono avvenuti a seguito di indagini in Lombardia, includendo Peschiera Borromeo e i territori limitrofi.
Una di queste macchine spicca per il suo profilo sportivo e l’allestimento bianco e verde da normale auto della Polizia Locale. Questo mezzo è uno dei tanti che venne sequestrato ad una potente famiglia laziale che operava in Lombardia ed è stata inviata assegnata al comando con il preciso intento di diventare un simbolo della vittoria della legalità
Oggi viene usata per incontrare i ragazzi delle scuole e per far capire loro come le organizzazioni criminali non siano invincibili, nella parole del Comandante “ciò che prendono ritorna allo Stato”. Non è utilizzata per funzioni ordinarie ma come strumento per la formazione e la solidarietà. A novembre sfilerà sul circuito di Monza all’interno dell’iniziativa “6 Ruote di Speranza” dedicata alle persone con disabilità.
Formazione e impegno quotidiano sono stati i temi seguiti da tutti i relatori, Claudia Bianchi vice Sindaca, Danilo Perotti Consigliere delegato alla Legalità e Samuele Motta responsabile formazione della Rete Antimafie Martesana. Proprio Motta ha concluso ricordando che bisogna essere antimafiosi “365 giorni all’anno, 366 nei bisestili” , ognuno nel proprio ruolo. Così il ruolo di questa macchina sarà essere il simbolo di una società che non cede alla deriva mafiosa.

Foto: S. Ghilardi

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