14/04/2026
Peschiera Borromeo

Inaugurata la Casa di Comunità di Segrate

È stata inaugurata ufficialmente la nuova Casa di Comunità di Segrate, un presidio moderno che rafforza la sanità di prossimità e rende più accessibili i servizi ai cittadini. L’apertura rappresenta il coronamento di un percorso iniziato il 15 luglio, dopo i lavori di ristrutturazione realizzati grazie ai fondi del Pnrr, che hanno migliorato accessibilità, funzionalità e accoglienza degli spazi.

Al taglio del nastro, mercoledì 5 novembre, erano presenti, insieme all’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, la direttrice generale dell’Asst Melegnano Martesana Roberta Labanca e i vertici territoriali di Ats e del Distretto Bassa Martesana-Paullese, il sindaco di Segrate Paolo Micheli, sindaci e assessori degli enti locali e rappresentanti delle associazioni e delle autorità civili e religiose del territorio.

A benedire la struttura il parroco don Giuseppe Hernandez.

La struttura di via Amendola 1 è oggi un punto di riferimento per Segrate e per i comuni del Distretto: offre servizi fondamentali come il Punto Unico di Accesso (PUA), gli infermieri di famiglia e di comunità, la continuità assistenziale, la psicologia di comunità e i servizi sociali. Sono inoltre attivi il Punto Prelievi, il Centro Vaccinale, la Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, la Commissione Invalidi, il Consultorio Familiare e ambulatori specialistici di cardiologia e diabetologia, con nuovi servizi in arrivo come dermatologia e oculistica.

Seppure esistano criticità dovute alla carenza del numero di medici e, quindi, delle ore di assistenza effettivamente prestate, Bertolaso rivendica la validità del servizio.

«Questa Casa di Comunità non è una scatola vuota, ma una realtà viva e piena di servizi, pronta con un anno di anticipo», ha dichiarato. «Oggi abbiamo messo un nuovo tassello del nostro impegno per rafforzare la sanità di prossimità e garantire ai cittadini servizi accessibili, moderni e integrati.  I servizi offerti sono effettivi al 98%, manca solo la disponibilità H24 per arrivare al 100% della funzionalità, mettendo al centro la presa in carico, la prevenzione e la continuità assistenziale».

Positivo anche il commento di Roberta Labanca: «Realtà come questa rappresentano un luogo dove competenze sanitarie, enti locali e terzo settore collaborano per garantire una presa in carico completa e umana», ha rimarcato.

Lascia un commento su questo articolo

  • Voti